Insieme ai loro istruttori-conduttori, Gas e Ira hanno dato vita ad una emozionante esercitazione mattutina su una spiaggia, qual è quella di Calambrone, particolarmente importante per l’obiettivo della salvaguardia della tartaruga marina. Il litorale toscano è da anni un areale di nidificazione della Caretta caretta: qui nel 2017 i volontari del circolo di Pisa hanno trovato il primo nido. Solo nel 2023 la Toscana ha ospitato ben 24 nidi di tartaruga marina (9 sulle isole dell’Arcipelago, Elba e Giglio, 8 sulla costa litoranea tra Pisa, Livorno, Piombino e Grosseto e 7 sulla costa apuo-versiliese). In questo inizio stagione 2024 sono già 3 i nidi individuati (2 a Pianosa e 1 in provincia di Grosseto).
E utile ricordare che la tartaruga marina comune (Caretta caretta) è la specie più diffusa nel Mediterraneo (anche se sono presenti altre specie, come la tartaruga verde e l’ancor più rara tartaruga liuto). In totale si contano sette specie di tartarughe marine distribuite nella fascia tropicale e temperata dei mari del mondo e sono tutte a rischio di estinzione, minacciate dalla cattura accidentale, degradazione dell’habitat, disturbo antropico e dai cambiamenti climatici.
Ma i Tartadogs come Gas e Ira non si fermeranno al litorale pisano. Da fine giugno in Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria, le unità cinofile, ognuna composta da un conduttore e un cane appositamente addestrato, affiancano il personale esperto, autorizzato dal Ministero dell’Ambiente, pronto a intervenire una volta individuato il nido, alla sua messa in sicurezza. I Tartadogs sono in grado di velocizzare e ottimizzare l’individuazione dei nidi, laddove è difficile per l’occhio umano il riconoscimento a livello visivo. Infatti, le uova possono essere sepolte fino a un metro di profondità sotto la sabbia: un fatto che non rappresenta nessun ostacolo per il formidabile fiuto dei cani.
L’attività si colloca nell’ambito dal progetto Life Turtlenest, cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione europea, coordinato da Legambiente, e che vede coinvolto in prima linea l’Enci – Ente Nazionale Cinofilia Italiana, partner di progetto.
Basata su linee guida create proprio da Legambiente ed Enci, è un vero e proprio unicum a livello europeo: unico precedente è un esperimento svolto negli Stati Uniti, in Florida, con un unico cane addestrato, come testimonia un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Plos One. La squadra di Tartadogs italiani è dunque una novità assoluta: composta da quattro cani, accompagnati da relativi conduttori, preventivamente selezionati e che hanno svolto per diversi mesi un addestramento specifico e regolare.
E’ ovvio che Gas, Ira e i loro compagni dovranno lavorare in condizioni di benessere e senza stress. Le unità cinofile saranno attive solo nelle primissime ore del giorno, quando le temperature sono ancora miti e adeguate alla ricerca. Le modalità di attività sono inoltre tutte basate sul gioco tra conduttore e cane.
Tutto fa pensare che si divertiranno anche loro, i nostri impagabili amici. Oltre a svolgere un’attività fondamentale di “conservazione”, per la quale in futuro vedremo sempre più unità cinofile addestrate. In aggiunta a tutte le altre, impagabili e meravigliose cose che già fanno per noi: senza chiedere altra ricompensa se non un po’ di cura e di amore vero.