Questa temperatura è ottenuta combinando tre misurazioni:
- Temperatura misurata da un termometro avvolto in un panno umido, ottenendo l’evaporazione sulla temperatura effettiva.
- Temperatura di un termometro schermato da un contenitore nero, ottenendo la temperatura data dall’effetto radiante (raggi solari che scaldano un oggetto).
- Temperatura ambiente.
Considerando queste tre temperature, possiamo affermare che, se ad esempio ci sono 31° C ma l’umidità è molto alta, comunque la WBGT è alta e la sopportazione alle condizioni ambientali è al limite. Se il clima è più secco, per ottenere la stessa WBGT serviranno temperature più alte.
Perché l’umidità è un fattore così rilevante nella termoregolazione?
Il corpo umano deve mantenere costante la sua temperatura a circa 37° per poter svolgere correttamente tutte le sue funzioni: per farlo mette in atto il meccanismo di termoregolazione. Quando c’è molto caldo sudiamo per togliere il calore in eccesso: il sudore sulla pelle evapora e possiamo continuare a termoregolarci. Se c’è troppa umidità, il sudore non può evaporare e il corpo smette di espellere acqua.
Il colpo di calore
Se il meccanismo di termoregolazione si ferma per le condizioni ambientali e il calore non può fuoriuscire dal corpo, questo inizia a scaldarsi, scatenando un’ipertermia periferica, cioè un innalzamento di temperatura innescato da fattori esterni e non interni (come potrebbe essere un’infezione).
Durante il colpo di calore si ha stato confusionale, shock ipovolemico, disidratazione, confusione ecc. La temperatura corporea arriva a oltre 40° e oltre a liquidi si perdono anche moltissimi sali, tra cui sodio e potassio, fondamentali per la corretta contrazione muscolare e di conseguenza anche cardiaca.
Ad una temperatura di 41° il cervello può subire danni irreversibili, arrivati a 43-44° si arriva alla morte improvvisa da calore.
Come prevenire il colpo di calore
Fondamentale è l’acclimatazione: abituarsi gradualmente a temperature molto elevate diminuisce significativamente la perdita di sali minerali. Importantissima l’idratazione, impacchi di acqua fredda, non fare attività fisica pesante e non esporsi ad alte temperature nelle ore più calde.
Tutto ciò che, evidentemente, nelle condizioni di lavoro degli stadi qatarioti non è stato consentito alle maestranze.