In Svizzera vincono i si. Che in Svizzera il referendum sia l’istituto politico fondamentale per decidere su molte questioni cruciali della vita nazionale – e che qualche volta i risultati possano essere discutibili - è un fatto conosciuto.
Domenica scorsa, però, la popolazione svizzera si è recata alle urne per esprimersi sulla crisi ambientale, che nel Paese assume una chiara evidenza di fronte al fenomeno assai rilevante dello scioglimento dei ghiacciai.
Gli svizzeri di tutti i cantoni sono andati dunque a votare per approvare o respingere un disegno di legge che impone al Paese di raggiungere emissioni nette zero entro il 2050.
La nuova legge, che è una delle più rigorose in materia fra quelle sinora adottate dai diversi Stati in tema di transizione green, mira a ridurre drasticamente l'uso di combustibili fossili e raggiungere lo zero netto di emissioni entro il 2050. Hanno vinto i sostenitori, con una maggioranza del 59% dei votanti (dati di SRF).
E’ previsto un sostegno finanziario di due miliardi di franchi svizzeri in dieci anni per la sostituzione degli impianti di riscaldamento a gas o a olio con sistemi più rispettosi del clima, nonché un incentivo per incoraggiare l'innovazione tecnologica nelle imprese. D’altra parte, il testo della legge elimina quelle tasse che avevano portato gli elettori svizzeri a respingere la legge sulla CO2 nel giugno 2021.