Un capo di maggiore qualità, per esempio da 100 euro, sarà utilizzabile in più situazioni e probabilmente lo userai più volte. Se un capo che costa 20 euro verrà utilizzato 5 volte avrà un CPW di 4 euro, se un capo da 100 euro verrà utilizzato 50 volte avrà un CPW di 2 euro.
L'impatto ambientale del settore moda in relazione al CPW
Analizzando la questione da un punto di vista ambientale è necessario premettere che l'industria della moda è responsabile del 10% delle emissioni di carbonio a livello mondiale, seconda solo all'industria petrolifera. L'aspetto più inquietante è che questa percentuale sta crescendo.
Ogni anno, le persone acquistano 60 milioni di tonnellate di nuovi vestiti, il che equivale a un aumento del 400% rispetto agli anni '50. Non sorprende che gli esperti stimino che nel 2050 l'industria tessile sarà responsabile del 20% delle emissioni globali di CO2.
Inoltre i capi d'abbigliamento sono generalmente composti da materiali sintetici come il polyestere, il nylon e l'acrilico, tutti derivati dal petrolio. Questi materiali non sono biodegradabili e finiscono spesso per intasare le discariche. Dal punto di vista della sicurezza del lavoro, poi, per la produzione di questi tessuti vengono utilizzate, a volte, sostanze chimiche dannose per l'ambiente e per la salute umana.
Comprendiamo perciò che con l'acquisto di beni che si potrebbero definire "usa e getta" andiamo ad incrementare in modo importante la produzione di CO2, senza considerare l'utilizzo di acqua che è rilevante.
Il consumo d'acqua dalla coltivazione alla produzione
L'acqua è un elemento indispensabile nella lavorazione del cotone, dalla coltivazione alla produzione. Il consumo di acqua per la produzione di una camicetta di cotone è pari a circa 2700 litri. L'impatto ambientale della produzione di questo capo d'abbigliamento è legato anche al suo utilizzo di energia e all'inquinamento atmosferico provocato dalle sue emissioni di CO2.
Per comprendere meglio di quanta acqua stiamo parlando, pensiamo che in Europa una persona consuma mediamente 120-180 litri d'acqua al giorno per soddisfare i propri bisogni personali (igiene, cucina, lavanderia). La maggior parte di questa acqua proviene dalla rete idrica pubblica; il resto da fonti private, come pozzi o falde acquifere.
Considerando questo dato, è facile comprendere che quella camicetta di cui abbiamo parlato avrà un impatto pari a circa un mese di consumo di acqua di un europeo. Oltre alle emissioni di CO2.
In conclusione
Scegliere un capo di qualità è più sostenibile ed è più "risparmioso" nel tempo. Potremmo perciò riscrivere il famoso motto dicendo che: "chi più spende meno spende ed aiuta l'ambiente".