Da consumer a prosumer
Questo è il cambiamento di ruolo fondamentale che la comunità energetica offre ai suoi membri. Non si è più dei semplici consumatori, ma prima ancora dei produttori dell’energia che serve.
I vantaggi sono numerosi. Vediamone i principali.
Miglioramento ambientale: utilizzando impianti per la produzione di energia rinnovabile si eliminano le fonti fossili, con installazioni a zero emissioni di CO2 e libere da altre emissioni inquinanti.
Ritorno economico: contribuendo all’espansione di soluzioni sostenibili si può accedere alle numerose agevolazioni statali riconosciute dalle leggi in materia. Questo comporta concretamente una riduzione della bolletta.
Coesione e sviluppo sociale: si contribuisce a creare e rafforzare un ecosistema sostenibile, che darà molteplici benefici ai singoli, alla comunità energetica e al territorio in generale, con un miglioramento della qualità della vita comune.
Accesso agli incentivi e cumulabilità: le comunità energetiche accedono al servizio di valorizzazione e incentivazione dell’energia elettrica condivisa. Tariffe premio e contributi a favore dei clienti finali, compatibili anche con altre agevolazioni come il Superbonus.
Come diventare membri di una comunità energetica
Possono costituire una comunità energetica: persone fisiche, piccole e medie imprese (PMI), enti territoriali, autorità locali, amministrazioni comunali, enti di ricerca e formazione, enti religiosi, enti del terzo settore, associazioni.
Ognuno è membro o azionista, e allo stesso tempo è cliente finale intestatario di un’utenza, di una bolletta energetica e di un codice POD.
Per le imprese private la partecipazione alla comunità energetica non deve costituire l’attività commerciale e/o industriale principale.
Tutti i membri della comunità energetica rinnovabile devono essere collegati a punti di connessione ubicati su reti elettriche sottese alla stessa cabina primaria.
Comunità energetiche: quali impianti
La comunità energetica alimenta le utenze dei suoi membri attraverso uno o più impianti di produzione energetica rinnovabile, installati in prossimità delle stesse utenze, le quali dipendono dal suo/loro funzionamento.
Gli impianti possono essere nuovi o già esistenti, potenziati o adeguati.
La proprietà può essere di uno o più membri della comunità energetica o anche di enti terzi. Condizione essenziale è che la comunità energetica disponga della totale disponibilità di uso e controllo degli stessi.
Possono essere inclusi gli impianti rinnovabili costituiti prima del 15 dicembre 2021, purché in misura non superiore al 30% della potenza complessiva della comunità energetica.
Sono esclusi gli impianti ibridi.
Ai fini dell’accesso agli incentivi, gli impianti devono avere una potenza pari o inferiore a 1 MW ed essere connessi alla stessa cabina primaria su cui insistono i membri della comunità energetica. Tutti gli impianti devono essere registrati sul sistema GAUDÌ di Terna e quindi caratterizzati dal codice CENSIMP.
Comunità energetiche. Qual è l'iter per costituirle
Step 1: costituire l’unione legale tra i partner. I cittadini, le imprese, gli enti locali, ecc. identificano una forma giuridica no profit (es. associazione, cooperativa, partenariato, consorzio) e classificano la propria comunità energetica quale soggetto giuridico autonomo.
Step 2: regolamentare i rapporti tra i partner della comunità energetica e le modalità di distribuzione dei ricavi derivanti dall’energia condivisa. Si fa con un contratto di diritto privato.
Step 3: individuata la forma giuridica e definito il contratto di diritto privato, bisogna redigere lo Statuto o l’atto costitutivo della comunità energetica. Al suo interno andrà precisato l’oggetto della comunità energetica e il soggetto delegato (o referente) per i rapporti con il GSE.
Step 4: una volta provveduto all’installazione degli impianti rinnovabili e alla loro registrazione sul sistema GAUDÌ, si prosegue con la redazione dell’istanza per l’accesso al servizio/meccanismo di valorizzazione e incentivazione dell’energia elettrica condivisa.
Comunità energetiche: il compenso
L’accesso agli incentivi per l’energia condivisa è basato su un sistema di tariffazione che premia l’energia autoconsumata istantaneamente, con compensi periodici corrisposti dal GSE per i benefici ambientali e sociali generati dalla comunità energetica:
- Tariffa premio MiTE fissa per 20 anni pari a 110 €/MW sull’energia condivisa nella comunità;
- Rimborso fisso per 20 anni di circa 7-9 €/MW sull’energia condivisa per valorizzare i benefici forniti alla rete;
- Compenso per la vendita sull’energia immessa in rete variabile in base al prezzo zonale (PUN).
I compensi non sono soggetti a tassazione. Ogni membro della comunità energetica continua a pagare la bolletta al proprio fornitore di energia elettrica, ricevendo periodicamente dalla comunità energetica un contributo per la condivisione dei benefici generati.