La distanza misurata dall’unità GPS a bordo di Nexo – con il serbatoio sigillato e controllato da un’autorità terza come l’Automobile Club australiano - è stata di 903,4 km. Ai fini del test, è stato utilizzato il dato registrato dal computer di bordo di Nexo: 887,5 km.
La durata del viaggio è stata calcolata in 13 ore e 6 minuti, ad una velocità media di 66,9 km/h.
Durante il viaggio, Nexo ha consumato un totale di 6,27 kg di idrogeno, pari a 0,706 kg/100 km. Secondo quanto aveva dichiarato la casa automobilistica, ha purificato 449.100 litri di aria durante il percorso – sufficienti a 33 adulti per respirare un giorno intero – dato che il suo tubo di scarico ha emesso solo acqua sotto forma di vapore e goccioline per tutto il viaggio.
Totale assenza, quindi, di emissioni di CO2 dallo scarico. Al contrario, un veicolo con motore a combustione interna, sulla stessa distanza, avrebbe emesso circa 126 kg di CO2.
Dopo poco più di due anni, sulla scorta di questi test davvero incoraggianti, è arrivato finalmente l’annuncio tanto atteso dai consumatori (e dal mercato). Proprio a partire dall’Australia, Hyundai è in grado di commercializzare la prima auto ad idrogeno, con tanto di stazioni per la ricarica in soli 5 minuti. Naturalmente, è la Nexo.
Si tratta di una prima volta assoluta. La tecnologia del fuel cell ad idrogeno viene applicata di serie su un’autovettura che si può acquistare dal concessionario, che permette di avere l’autonomia notevolissima di cui sopra e tempi di ricarica bassissimi.
Con i già citati 6,27 chilogrammi di idrogeno che purificano 449.100 litri di aria durante il tragitto e l’assoluta mancanza di emissioni CO2 o di altre emissioni inquinanti, il motore ad idrogeno entra a pieno titolo nel mercato delle auto, con l’obiettivo (per il momento) di affiancarsi a quello elettrico tra le soluzioni di mobilità sostenibile imposte dalla ormai ineludibile transizione ecologica.